Il disegno reazionario e
bonapartista del “bullo fiorentino” Matteo
Renzi, colpisce studenti e lavoratori.
Da una parte, la “scuola-impresa” prevista dal “patto
educativo” trasforma le scuole in tante piccole aziende in competizione tra
loro. I privati che finanzieranno gli istituti scolastici potranno sfruttare il
corpo studentesco attraverso stage e prestazioni lavorative non retribuite (e non
tutelate) oltre che influire direttamene sulla struttura e sui contenuti della
didattica, portando le scuole alla completa sudditanza rispetto alle aziende
private stesse.
Dall’altra, il “Job Act” di Renzi ha un obiettivo
molto chiaro: schiavizzare il lavoratore e precarizzare ulteriormente il
lavoro. L’offensiva di Renzi contro lo Statuto dei Lavoratori, fa del luogo di
lavoro un posto dove si è sorvegliati a distanza da nuovi mezzi tecnologici a
piacimento dell'azienda, dove se a giudizio di quest’ultima non rendi
abbastanza puoi essere demansionato a piacere perdendo qualifica e salario, e
dove, infine, chi alza la testa e prova ad organizzare la protesta può essere
sbattuto fuori all’istante.
È la lotta di classe “dall’alto”, quella di Renzi, ma può e deve
fare esplodere necessariamente la lotta dal basso.
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Per questo, al di là degli apparati, oltre i dirigenti,
invitiamo tutti i lavoratori, gli studenti e i disoccupati a scendere a Roma il
25 ottobre: ci sono in gioco le condizioni materiali, di vita e di lavoro, di
milioni di persone.

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